Serendipity, sì, ma innamoratevi forte.

serendipity

Perdoname, Afrodite, por mi vida loca.

Sì, l’ho fatto di nuovo, ho rivisto ancora una volta Serendipity. E non siamo manco sotto Natale.

Era una notte buia, calda, appiccicosa e boh, di quelle che Serendipity ci sta bene anche se non devi ricevere segnali divini. Che poi ci ho cliccato su per caso spulciando su Netflix, non c’era dolo.

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Che forma hanno le lettere?

la forma delle lettere

Quante parole pronunciamo ogni giorno? Quante ne scriviamo sui social? Quante storie raccontiamo? Quanti frammenti di noi lasciamo in giro così che chi passa dalle nostre parti possa raccoglierli e, forse, rimetterli anche a posto?

Raccontiamo storie d’amore e di guerra, lasciamo messaggi beffardi, scassiamo i maroni al prossimo lamentandoci della qualunque, facciamo dichiarazioni di redditi di felicità e dribbliamo tra le anime caciarone prendendo a calci l’infelicità usando le parole come fossero maschere.

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Pop cuorn, o di quella volta che mi hai fatto scoppiettare a madonna santissima.

pop cuorn guido catalano

Eravamo a vedere qualcosa a teatro.

Era un reading di Guido Catalano, quello che ti fa amare a madonna santissima anche se non hai gatti – ammesso che c’entrino qualcosa ma è colpa di Instagram – e che ti fa aspettare alla finestra, sempre a madonna santissima e poi uno suona il campanello, sempre a madonna santissima e tu dici “Che dito santissimo, madonna santissima! Ti stavo aspettando per il tè, che non sei te ma se sei te è meglio”.

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