La Supposta del Cuore – Ti amo il venerdì sera

ti amo il venerdì sera

Canzone consigliata: Ti amo il venerdì sera – lemandorle

Cara Anna,

perché mi innamoro sempre dei bassisti?

Ho provato a uscire con cantanti, chitarristi, batteristi. Perfino con uno che faceva il karaoke. Ma niente. Finisce sempre che mi innamoro dei bassisti. E loro di me.

Ma come si innamorano i bassisti: male e con tanta ombrosità. Si salva solo il sesso ludico e disimpegnato. Temo che il principe azzurro non si nasconda tra le quattro corde.

La verità è che mio marito è adorabile ed è un trombonista. Ma il fascino dei bassisti ancora mi fa salire il groove.

Aiutami tu.

P.

***

Cara P.,

innanzitutto grazie per la fiducia. Ho scelto per la tua confidenza la canzone de lemandorle Ti amo il venerdì sera perché la tua storia mi fa pensare al tum tum di sensazioni che fa provare solo il venerdì, il giorno della settimana in cui tutto è possibile e noi ci sentiamo supereroi alla conquista del weekend.

Parto da un presupposto un po’ forte: siamo biologicamente poligami e culturalmente monogami. Ovvero, nasciamo con pulsioni a volte indomabili che teniamo sotto scacco attraverso secoli di educazione sentimentale – ma non solo – monogama ed esclusiva. Questo per dire che ci si invaghisce, ci si innamora, ci si imbarca casualmente ma poi si ama sempre per scelta.

Nessun essere umano sano di mente è immune dalle fantasie.

Il bassista ha da sempre un certo sex appeal; la morbida gestualità del pizzicare le corde, il fascino discreto di chi sta in disparte, i movimenti appena accennati.

Il chitarrista è spesso sfacciato, il batterista ossessivo, il cantante è una prima donna. Il bassista no: tiene su il baraccone ma non lo fa notare e sta lì a ondeggiare in solitaria pronto a raccogliere il frastuono che gli si infrange addosso. Spesso si sa poco di lui e non fa nulla perché questa cosa cambi.

Lui sa stare da solo e te lo fa notare a testa china dalla seconda fila del palco.

Ecco, io credo che tu subisca esattamente questo tipo di fascino: quello dell’uomo silente, solitario, che muove le corde per mantenere l’equilibrio del pezzo senza farlo notare. Un uomo indubbiamente sexy ma che proprio per questo tipo di profilo è difficile da avvicinare a un livello più empatico, infatti tu stessa sottolinei che a eccezione del sesso ludico e disimpegnato, il suo modo di amare è ombroso.

Quello di cui parli tu è esclusivamente fascino, invaghimento, ormone, fantasia. Infatti nella realtà hai poi sposato un trombonista che nell’economia della melodia è un musicista affidabile e che si fa sentire, anche se forse nell’immaginario meno sexy.

Quello che latentemente ti attrae è ciò che rappresenta l’opposto delle tue scelte di vita.

Cosa fare?

Le fantasie non hanno mai ucciso nessuno, a patto che non si trasformino in ossessioni, ma non è certo il tuo caso. Attenta a quelle troppo misteriose: sono affascinanti ma il rischio che il mistero nasconda un bel flop è decisamente alto. Coccolale in maniera sana e scanzonata e magari usale per scrivere dei racconti.

Ti abbraccio.

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