Principi azzurri, princìpi e ascelle colorate.

Tremate, tremate, le femministe son tornate. Più colorate e pelose che mai.

Le avete viste?

Certamente saranno comparse anche sui vostri salotti social numerose immagini di donne dall’ascella vispa e ipertricotica, colorata come solo un Mini Pony saprebbe osare e spumeggiante come le bombolette delle stelle filanti di Carnevale. Solo che, ahimè, ahinoi, non si tratta di un eccentrico travestimento carnevalesco.

Facciamo il punto della situazione.

Nel 2011, quella discreta signorina che risponde al nome di Lady Gaga, ebbe la felice idea di presentarsi sul palco con la chioma e i peli delle ascelle tinti di un sobrissimo color acquamarina. Certamente avrà pensato che tingersi di Tiffany, sarebbe stato elegante. Sì, sicuramente sarà stato questo il ragionamento.

ascelle

Questo evento, ha smosso le coscienze di alcune signorine così tanto che hanno deciso fosse arrivato il momento di dire basta alla schiavitù maschilista che ci vuole come docili e prodighe gallinelle spiumate.

Mo basta!“, questo l’urlo disperato di Palomi Goñi, blogger spagnola che per sette mesi ha detto stop alla depilescion, preparandosi per il lungo letargo invernale e incitando noi giovini pulzelle sexandthecityzzate a deporre lamette e cerette per vivere finalmente in libertà il nostro essere pelose.

A ruota (non quella che facciamo anche essendo indisposte, che pure lì, eccheccavolo, basta tabù), arriva anche Roxie Hunt, hairstylist di Seattle che, al click dell’hashtag #dyedpits, mostra il suo azzurrino Eden ascellare per svegliare tutte le belle addormentate dalla sudditanza dell’attesa del principe azzurro. Perché, se il principe può essere azzurro, possono esserlo anche le nostre ascelle morbide e cucciolose.

Ora, io non nutro molta simpatia per le femministe perché credo che siano il peggior esempio di emulazione dei peggiori esempi maschili. Non credo che questa trovata possa scuotere le coscienze e non credo che un ciuffo di peli colorati sia sinonimo di libertè, egalitè e fraternitè, benchè a qualcuno possa sembrare un’idea carina e divertente.

Credo invece che sia sbagliato il punto di partenza di questa “battaglia”, nel senso che ne sminuisce l’efficacia in termini di credibilità e femminilità, riducendo il messaggio veicolato ad una mera buffonata.

Non è il pelo il fulcro della questione, perché l’immagine di Sofia Loren non depilata non ha mai turbato le coscienze. È il doversi sottomettere comunque ad una logica dimostrativa che di libero non ha essenzialmente nulla.

Non è libertà il rendersi ridicole. È libertà il poter scegliere. Scegliere di far capire al proprio compagno che magari stasera non si ha voglia di declinare il calendario in aramaico mentre ci passiamo l’epilatore e magari riderne insieme, scegliere di dire “no, non mi va di fare l’amore perché voglio leggere un libro“, ma anche scegliere di dedicarsi un’oretta per farsi belle.

Se voi vi sentite sottomesse davanti alla bellezza e all’intelligenza che richiede la scelta, evidentemente, un po’, ve li meritate i Cetto La Qualunque che esortano il mondo al grido di “Chiù pilu pi tutti“.

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1 commento

  1. Brava giusto!
    Le foto le ho viste… brrrr… sarà che la depilazione dell’ascella è in cima alla lista delle mie priorità per me, che sono portatrice sana di un uomo a cui dei peli frega molto poco. Ma a me no!

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